Architettura di una transizione: il modello Magliano Alpi e la sfida della democrazia energetica

Analisi socio-tecnica di un prototipo di CER dalla sincronizzazione dei flussi fisici alla costruzione degli indicatori di comunità.

Architecture of a Transition: The Magliano Alpi Model and the Challenge of Energy Democracy

A Socio-Technical Analysis of a Prototype REC from the Synchronization of Physical Flows to the Construction of Community Indicators.

Caso/Case: Comunità Energetica Rinnovabile Energy City Hall, Magliano Alpi/ Renewable Energy Community Energy City Hall, Magliano Alpi
Scala/Scale: Comunale /Municipal
Orizzonte progettuale/Strategic Vision: condividere energia rinnovabile e produrre benefici ambientali, economici e sociali per il territorio / Sharing renewable energy and generating environmental, economic, and social benefits for the local community
Domanda/The Issue: attraverso quali passaggi una configurazione energetica sviluppa capacità collettiva? / Through which steps does an energy configuration develop collective capacity?

Questo articolo sviluppa la cornice teorica delineata in “Comunità energetiche rinnovabili: reti tecniche o reti sociali?“. Leggi l’analisi completa qui.

This article expands on the theoretical framework outlined in “Renewable Energy Communities: Technical Networks or Social Networks?“. Read the full analysis here.

English version below

ITA

La comunità comincia da una coincidenza temporale. Nelle ore di sole, l’impianto fotovoltaico da 20 kWp sul municipio alimenta l’edificio comunale e immette in rete la produzione eccedente. Nello stesso intervallo, abitazioni, scuola, palestra e attività aderenti prelevano elettricità dalla rete pubblica. Il sistema confronta immissioni e prelievi e riconosce la quota condivisa secondo il meccanismo previsto dal quadro sperimentale allora vigente [1].

La rete elettrica rimane l’infrastruttura fisica. La CER vi aggiunge una relazione giuridica, misurabile ed economica: un soggetto collettivo, regole di adesione, responsabilità operative e un criterio per attribuire valore alla simultaneità tra produzione e consumo.

Energy City Hall nasce nel 2020. Il Comune aderisce al Manifesto delle Comunità Energetiche promosso dall’Energy Center del Politecnico di Torino, pubblica una manifestazione di interesse e mette a disposizione l’impianto municipale. La comunità viene costituita il 4 dicembre e registrata il 18 dicembre. Nel nucleo iniziale entrano utenze pubbliche, quattro residenti e soggetti economici locali, mentre il Comune assume il ruolo di coordinatore e prosumer [1].

La documentazione del progetto non presenta una comunità energetica già organizzata come condizione di partenza. Descrive piuttosto una sequenza di costruzione: rendere disponibile una risorsa, convocare gli aderenti, costituire il soggetto giuridico, installare gli strumenti di misura, assegnare compiti e imparare a utilizzare un modello appena introdotto nell’ordinamento italiano.

In questa fase il Comune produce affidabilità istituzionale. Espone un bene pubblico al rischio della sperimentazione, rende riconoscibile il promotore e collega il progetto a competenze tecniche esterne. La governance pubblicamente descritta comprende la presidenza della CER, un comitato tecnico-scientifico e la collaborazione con Energy4Com per la gestione operativa. Il Comune acquista inoltre smart meter per i punti di prelievo aderenti e adotta una piattaforma destinata all’analisi dei flussi [1]. La fiducia può essere trattata qui come un esito, anziché come una qualità assegnata in anticipo alla parola comunità. Cresce quando ruoli, calcoli e benefici diventano comprensibili e quando i membri dispongono di elementi per verificare il funzionamento del sistema.

Lo studio sul primo anno di esercizio offre una base concreta. La configurazione analizzata comprendeva otto soggetti. L’impianto copriva circa il 35% della loro domanda elettrica: il 19% attraverso l’autoconsumo diretto del municipio e il 15,82% attraverso l’energia condivisa con gli altri utenti. Il dato aggregato racconta soprattutto una relazione temporale [2].

Il fotovoltaico produce nelle ore centrali; uffici, scuole, famiglie e piccole imprese seguono profili differenti. L’efficacia collettiva dipende dalla loro sovrapposizione. Una scuola introduce consumi diurni relativamente prevedibili, un’abitazione concentra parte della domanda in altri momenti, un’attività economica aggiunge orari e carichi propri. La composizione della CER diventa così una variabile di progetto.

Ogni nuova adesione modifica due sistemi nello stesso momento: il gruppo sociale e la curva energetica. La crescita può aumentare l’energia utilizzata localmente quando i profili si completano; può incidere poco quando i nuovi prelievi restano lontani dalle ore di produzione. Il numero dei membri acquista significato insieme ai loro fabbisogni, alle risorse disponibili e ai margini di flessibilità.

La misurazione può sostenere una forma di alfabetizzazione energetica. I dati permettono di ricostruire quando si produce, chi consuma, quanta energia viene condivisa e quali effetti avrebbe l’ingresso di un nuovo impianto o di una nuova utenza. Questa capacità nasce quando le informazioni vengono restituite in forme accessibili e collegate alle decisioni della comunità.

Un cruscotto consultato da pochi specialisti documenta il sistema. Una lettura condivisa può modificare comportamenti, priorità e investimenti.

La distribuzione comincia già nella composizione della CER. I membri capaci di installare fotovoltaico, spostare i consumi o investire in accumulo dispongono di possibilità differenti da una famiglia con margini economici e temporali ridotti. La configurazione energetica incorpora quindi asimmetrie sociali. Regole di ripartizione, servizi comuni e destinazione degli incentivi stabiliscono se la condivisione valorizza soprattutto chi possiede già risorse oppure amplia l’accesso ai benefici. Anche la selezione dei soggetti da coinvolgere diventa una scelta distributiva: determina quali consumi entreranno nel sistema, quali capacità potranno essere attivate e quali bisogni resteranno esterni.

La scala materiale del progetto rimane circoscritta. Nell’elenco del Gestore dei Servizi Energetici aggiornato al 31 dicembre 2025, Energy City Hall risulta composta da tre impianti, 31,8 kW di potenza complessiva e otto utenze. La sua influenza ha superato ampiamente questi numeri [3].

Il prototipo svolge, infatti, due funzioni: produce e condivide energia nel territorio e rende anche ispezionabile un modello istituzionale emergente. Il suo valore nazionale deriva dalla possibilità di riconoscere componenti che altrove possono rimanere implicite: chi assume l’iniziativa, quale risorsa viene messa in comune, chi misura i flussi, quali competenze accompagnano il processo e come vengono assegnate le responsabilità.

L’esperienza ha alimentato reti e percorsi di accompagnamento tra amministrazioni, tra cui Magliano&Friends. Ciò che circola tra i territori non è la copia dell’impianto sul municipio, ma una sequenza organizzativa: promotore credibile, risorsa disponibile, forma giuridica, competenze, misurazione e modalità di adesione. Ogni comune deve ricomporla secondo edifici, consumi, capacità amministrativa e struttura sociale propri [4].

Il monitoraggio tecnico è proseguito oltre il primo anno. Una successiva analisi scientifica ha esaminato i dati raccolti dopo tre anni di esercizio, confermando la centralità della misurazione nella valutazione e nell’evoluzione della configurazione [5]. Nel corpus pubblico consultato, flussi, prestazioni e assetto tecnico risultano documentati con maggiore continuità rispetto all’esperienza associativa dei partecipanti. Questa asimmetria indica il passaggio successivo della verifica. Produzione, autoconsumo ed energia condivisa dispongono di unità di misura consolidate; la dimensione comunitaria richiede un secondo registro.

Occorre ricostruire la partecipazione alle assemblee, la comprensione dei criteri economici, la capacità di proposta, l’accesso dei soggetti vulnerabili, i conflitti affrontati e la quota di valore reinvestita nel territorio. Gli indicatori energetici verificano il funzionamento della configurazione. Quelli sociali permettono di capire chi possa effettivamente usarla, orientarla e riconoscersi nelle sue decisioni.

Magliano Alpi ha costruito con chiarezza l’architettura iniziale. Un’amministrazione ha trasformato un impianto pubblico in una risorsa aggregante; la ricerca ne ha seguito il funzionamento; la cooperazione tra territori ha convertito l’esperienza in capacità trasferibile.

Il risultato più durevole è questa architettura di possibilità. Diventa pienamente comunitaria quando i membri possono usarla per leggere il sistema, formulare scelte e decidere come distribuire il valore prodotto dall’energia condivisa.

ENG

The community begins with a temporal coincidence. During sunny hours, the 20 kWp photovoltaic system on the town hall powers the municipal building and feeds excess production into the grid. In the same interval, participating homes, the school, the gymnasium, and local businesses draw electricity from the public grid. The system compares injections and withdrawals, recognizing the shared quota according to the mechanism provided by the experimental regulatory framework in force at the time [1].

The power grid remains the physical infrastructure. To it, the REC adds a legal, measurable, and economic relationship: a collective entity, membership rules, operational responsibilities, and a criterion for attributing value to the simultaneity between production and consumption.

Energy City Hall was established in 2020. The Municipality joined the Energy Communities Manifesto promoted by the Energy Center of the Polytechnic University of Turin, published an expression of interest, and made the municipal plant available. The community was formally constituted on December 4 and registered on December 18. The initial core included public utilities, four residents, and local economic entities, while the Municipality assumed the role of coordinator and prosumer [1].

The project documentation does not present an already organized energy community as a starting condition. Rather, it describes a sequence of construction: making a resource available, convening members, constituting the legal entity, installing measurement tools, assigning tasks, and learning to use a model newly introduced into the Italian legal system.

In this phase, the Municipality generates institutional reliability. It exposes a public asset to the risk of experimentation, renders the promoter recognizable, and links the project to external technical expertise. The publicly described governance framework includes the chairmanship of the REC, a scientific-technical committee, and collaboration with Energy4Com for operational management. Furthermore, the Municipality acquired smart meters for participating withdrawal points and adopted a platform dedicated to flow analysis [1]. Trust can be treated here as an outcome rather than a quality assigned in advance to the word ‘community’. It grows when roles, calculations, and benefits become understandable and when members possess elements to verify the system’s operation.

The study on the first year of operation offers a concrete baseline. The analyzed configuration comprised eight entities. The plant covered approximately 35% of their electricity demand: 19% through direct self-consumption by the town hall and 15.82% through energy shared with other users. The aggregated data primarily tells the story of a temporal relationship [2].

Photovoltaics produce during central hours, offices, schools, households, and small businesses follow different profiles. Collective effectiveness depends on their overlap. A school introduces relatively predictable daytime consumption, a residence concentrates part of its demand at other times, and a commercial activity adds its own schedules and loads. The composition of the REC, thus, becomes a design variable.

Every new membership modifies two systems simultaneously: the social group and the energy curve. Growth can increase locally consumed energy when profiles complement each other; it may have little impact when new withdrawals remain far from production hours. The number of members acquires meaning alongside their needs, available resources, and margins of flexibility.

Measurement can support a form of energy literacy. The data makes it possible to reconstruct when energy is produced, who consumes it, how much is shared, and what effects the addition of a new plant or user would have. This capability emerges when information is returned in accessible forms and tied to the community’s decisions.

A dashboard consulted by a few specialists documents the system. A shared reading can alter behaviors, priorities, and investments.

Distribution begins within the very composition of the REC. Members capable of installing photovoltaics, shifting consumption, or investing in storage possess different capabilities compared to a household with limited financial and temporal margins. The energy configuration thus incorporates social asymmetries. Allocation rules, shared services, and the destination of incentives determine whether sharing primarily enhances those who already possess resources or expands access to benefits. Even the selection of entities to involve becomes a distributive choice: it determines which consumption profiles enter the system, which capabilities can be activated, and which needs will remain outside.

The material scale of the project remains circumscribed. In the list of the Energy Services Manager (GSE) updated to December 31, 2025, Energy City Hall consists of three plants, 31.8 kW of total capacity, and eight users. Its influence has far exceeded these numbers. [3].

Indeed, the prototype fulfills two functions: it produces and shares energy locally while making an emerging institutional model inspectable. Its national value derives from the ability to recognize components that elsewhere might remain implicit: who takes the initiative, what resource is pooled, who measures the flows, what expertise accompanies the process, and how responsibilities are assigned.

The experience has nourished networks and support pathways among local administrations, including Magliano&Friends. What circulates across territories is not a replica of the plant on the town hall, but an organizational sequence: a credible promoter, an available resource, a legal form, expertise, measurement, and onboarding mechanisms. Every municipality must reassemble it according to its own buildings, consumption patterns, administrative capacity, and social structure [4].

Technical monitoring continued beyond the first year. A subsequent scientific analysis examined data collected after three years of operation, confirming the centrality of measurement in evaluating and evolving the configuration [5]. In the consulted public corpus, flows, performance, and technical setup are documented with greater continuity than the associative experience of the participants. This asymmetry points to the next phase of verification. Production, self-consumption, and shared energy possess consolidated units of measurement; the community dimension requires a second register.

There is a need to reconstruct assembly participation, the understanding of economic criteria, the capacity to propose initiatives, access for vulnerable subjects, the conflicts addressed, and the share of value reinvested in the territory. Energy indicators verify the functioning of the configuration. Social indicators make it possible to understand who can actually use it, guide it, and see themselves reflected in its decisions.

Magliano Alpi clearly constructed the initial architecture. An administration transformed a public asset into a unifying resource; research monitored its operation; cooperation between territories converted the experience into transferable capacity.

The most lasting result is this architecture of possibilities. It becomes fully communal when members can use it to read the system, formulate choices, and decide how to distribute the value generated by shared energy.

References

[1] CER Magliano Alpi, “Chi Siamo – La storia e la governance della prima CER d’Italia,” Energy City Hall, 2020. [Online]. Available: https://cermaglianoalpi.it/index.php/chi-siamo/

[2] S. Bracco, F. Delfino, P. Laiolo, and A. Pini, “Energetic and Economic Performances of the Energy Community of Magliano Alpi after One Year of Piloting,” Energies, vol. 15, no. 19, p. 7439, Oct. 2022. doi: 10.3390/en15197439.

[3] Gestore dei Servizi Energetici (GSE), “Elenco delle Comunità Energetiche Rinnovabili e delle configurazioni di autoconsumo collettivo,” GSE S.p.A., Roma, Italia, Rep. Aggiornato al 31 dicembre 2025. [Online]. Available: https://www.gse.it

[4] Politecnico di Torino – Energy Center, “Innovazione dei modelli gestionali urbani: la rete Magliano&Friends e la riproducibilità delle CER,” Politecnico di Torino, 2021. [Online]. Available: https://www.energycenter.polito.it

[5] S. Bracco et al., “The Magliano Alpi Electricity Community: Analysis and Long-Term Operation Monitoring,” in IEEE Transactions / Conference Proceedings, IEEE, 2024. doi: 10.1109/10751437.